Chi è il Practitioner
Questo articolo ha uno scopo informativo e approfondisce la figura del Practitioner dei Fiori di Bach secondo il Metodo Originale.
Il Practitioner è una figura professionale creata dal Bach Centre per formare consulenti capaci di utilizzare i Fiori di Bach secondo il Metodo Originale, ideato dal dottor Bach negli anni ’30.
Questo metodo si fonda non solo sull’impiego dei 38 rimedi floreali, ma anche su un approccio specifico al colloquio, centrato sull’ascolto empatico e sull’assenza di giudizio. Non sono richieste conoscenze mediche né psicologiche, ma la formazione riconosciuta dal Bach Centre prevede un’attenta esplorazione degli stati d’animo e delle emozioni umane, così da accompagnare la persona verso una maggiore consapevolezza di sé e del proprio vissuto.
L’obiettivo dei Fiori di Bach è infatti quello di sostenere l’equilibrio emotivo, aiutando ciascuno a ritrovare armonia interiore nella vita quotidiana.
ll lavoro del Practitioner si fonda su tre principi guida, impressi sulla targa d’ingresso del Bach Centre: Semplicità, Umiltà e Compassione.
Semplicità, perché il metodo è destinato all’auto-trattamento e deve rimanere accessibile a tutti.
Umiltà, poiché il Practitioner si pone come un fratello maggiore, con empatia e rispetto, non come un maestro o un guru.
Compassione, intesa come la capacità di mettersi nei panni dell’altro, sospendendo il proprio punto di vista per comprendere a fondo l’esperienza altrui.
L’Empatia Consapevole nel Lavoro del Practitioner di Fiori di Bach
Nel percorso con i Fiori di Bach Metodo Originale, l’empatia rappresenta uno degli strumenti fondamentali che il consulente è chiamato a coltivare. Tuttavia, perché sia realmente utile al cliente, l’empatia non può essere confusa con la fusione emotiva o con l’identificazione personale con il vissuto altrui. Un consulente empatico è presente, ascolta profondamente, accoglie senza giudizio — ma sa anche rimanere centrato, senza lasciarsi coinvolgere a tal punto da confondere i propri vissuti con quelli del cliente.
L’empatia come presenza autentica
Empatizzare non significa “provare ciò che prova l’altro”, ma comprendere ciò che l’altro sta vivendo, sentendolo nel cuore senza smarrire la propria centratura. Questa qualità è ciò che permette al cliente di sentirsi accolto, visto e rispettato, in un ambiente sicuro e privo di giudizio. È proprio in questo spazio protetto che la persona può iniziare a raccontarsi, ad aprirsi, a mettere in parole ciò che spesso resta confuso e sommerso. Il Practitioner che esercita un'empatia consapevole sa ascoltare con il cuore, ma anche con distacco amorevole, mantenendo il focus sul cliente e sulle sue esigenze specifiche. Questo è particolarmente importante nel Metodo Originale dei Fiori di Bach, dove la selezione dei rimedi deve rispecchiare lo stato emotivo reale del cliente, non quello del consulente o ciò che risuona nel consulente stesso.
Il rischio dello “specchio emotivo”
Accade a volte che alcuni temi sollevati dal cliente tocchino corde profonde anche nel consulente: una ferita simile, un momento difficile del passato, un’esperienza non ancora completamente elaborata. In questi casi, può emergere il cosiddetto “effetto specchio”: il rischio che il consulente, pur inconsapevolmente, inizi a risuonare troppo con la storia del cliente, perdendo lucidità e oggettività nella valutazione emotiva. Questa dinamica può portare a proiezioni, interpretazioni errate o alla scelta di rimedi più adatti al consulente che al cliente. In altre parole, si perde l’allineamento con ciò che il cliente realmente sta vivendo, e la consulenza si sposta, anche sottilmente, dal cliente al consulente.
La centratura come responsabilità professionale
Per evitare questi rischi, è essenziale che il consulente BFRP pratichi un lavoro costante su di sé: conoscere le proprie dinamiche emotive, riconoscere i propri “nervi scoperti”, mantenere uno spazio interiore pulito durante ogni colloquio. Questo non significa diventare freddi o distaccati, ma coltivare una presenza vigile, capace di distinguere tra ciò che appartiene a sé e ciò che appartiene all’altro.
Strumenti come la supervisione professionale, la formazione continua e, se necessario, un percorso personale di crescita, aiutano il consulente a mantenere questa postura centrata e al servizio.
È anche qui che risiede l'etica della pratica: nel sapere quando è il momento di fermarsi, di chiedere aiuto o di prendersi cura di sé per non trasformare il lavoro in un terreno di confusione emotiva.
Essere empatici non significa farsi carico dei problemi dell’altro, né rispecchiare acriticamente ogni emozione che emerge durante la consulenza. Significa invece entrare in relazione profonda con l’altro mantenendo una chiara distinzione tra “io” e “tu”, tra il mio mondo e il tuo. Solo da questa posizione equilibrata è possibile accompagnare davvero l’altro nel suo percorso di consapevolezza, lasciando che siano i Fiori di Bach a fare il loro lavoro, con delicatezza, precisione e rispetto della verità emotiva del cliente.
Se sei interessato ad una consulenza di Fiori di Bach secondo il Metodo Originale con un BFRP visita la pagina e contattami.
Barbara Rossi BFRP
Bach Foundation Registered Practitioner


